Porci con le ali
(Porci con le ali)
Sempre lì. Il
settantasei e il settantasette sono state tante cose e si finisce
sempre lì e allora mi arrendo. Si tendeva a muoversi in gruppo, ci
si contava a dozzine, come le uova. Soldi pochissimi, si andavano a
scovare posti carini e a zero lire, poi la voce faceva il giro e ecco
che eravamo per la strada di Populonia che, per chi non lo sapesse, è
un posto magico, etrusco, giù giù lungo la costa toscana prima di
Piombino. Lì, sul versante nord di quel moncone di promontorio che
si protende verso l'Elba, gli Etruschi avevano stabilimenti per la
lavorazione del ferro e tombe. I resti, difesi da un sovrintendente
saggio e forte, hanno avuto il merito di difendere la zona da seconde
case e investimenti turistici. Oggi il paesino che sta sulla vetta
nord del promontorio è attrezzato per accogliere i turisti, allora
si trovava in uno stato più dimesso, a buon mercato. Di noi alcuni
arrivavano in auto, la maggioranza in treno. Snobbavamo il golfo di
Baratti e a metà della salita verso il paesino -una strada stupenda
ombreggiata da alberi enormi- , scavalcavamo tramite una apposita
scaletta la recinzione che chiudeva il fondo destinato a un
allevamento di cinghiali. Poi scendevamo per un ripido sentiero
rivolto a Sud e in fondo arrivavamo in una specie di piccolo
anfiteatro naturale di rocce che a livello del mare si erano disposte
in scogli piatti, agevoli: la Buca delle Fate. Il posto era bello,
l'aria era calda, non c'era nessuno per cui via i vestiti: appena
potevamo facevamo i nudisti, i naturisti, gli spogliati pudichi.
Continua a accadere,
mentre scrivo, che io faccia riferimento a un noi (in questo caso è
un “facevamo i nudisti”); ma, talvolta, rimango io stesso
disorientato e mi chiedo quanto chi mi legge è abbastanza generoso e
-consentitemi il termine- spigliato da accettare questo modo lasco di
esprimermi, questa continuo e vario ricorso alla prima persona
plurale in cui al soggetto collettivo attribuisco di volta in volta
ruoli diversi, azioni, personalità, stile. Non so fare altrimenti e,
anche se qualche volta ricordando e descrivendo mi verrebbe voglia di
documentarmi, di leggere una cronaca, di tornare a sfogliare una
rivista, in definitiva me ne guardo bene e mi rituffo volentieri nei
miei ricordi privati. Insomma, non ci penso a frenare la spontaneità
delle mie intenzioni e a calmierare la gioia per la individualità
della memoria. Se lo facessi, che senso avrebbe il mio “io c'ero”?
Potrei dire “il mio gruppo di amici” ma non sarebbe vero: certo
c'erano sfumature e abitudini per così dire tribali, ma
l'impressione era quella di vivere dentro un noi molto ampio che si
ricongiungeva appena ce ne fosse occasione. Dunque mi limito a
inanellare ricordi: Populonia, Lampedusa, Eolie… dappertutto…
appena in riva al mare (o a un fiume, o a un lago) via tutto.
Dopodiché occorreva stare attenti a non inciampare perché lo
sguardo non lo abbassavamo, io non lo abbassavo, me ne guardavo bene.
Non solo perché peggio del pensare di avere il pisello piccolo c'è
solo il constatarlo, ma anche perché approfittare dell'occasione
sarebbe stata una caduta clamorosa di etica. Davvero! Sul serio! In
fin dei conti si finiva parecchie volte inseguiti da forze
dell'ordine, da cittadini locali, da integralisti. Avremmo dovuto
forse dargliela vinta in anticipo? Evidentemente fare i nudisti era
un comportamento civile, per noi, una militanza e una rivendicazione
di libertà… non bastava tutto il resto, ci mettevamo pure quello.
A Populonia una
volta avvenne -come tendeva a avvenire- che un motoscafo di passaggio
riportasse la voce al di là del promontorio, nella baia, che a
mille, millecinquecento metri di mare c'erano ragazze nude. E avvenne
che di lì a una quindicina di minuti il mare si popolasse di più o
meno allegri guardoni e che da parte nostra partisse un nutrito
lancio di sassi e di insulti al loro indirizzo giacché la loro
allegrie non ci piaceva per nulla. Per quanto ci riguardò quella
volta la cosa finì lì. A sera risalimmo il costone, scendemmo a
Baratti a placare un po' la fame con un panino o un piatto di
pastasciutta e trascorremmo la notte in sacco a pelo o giù di lì
sul prato davanti alle mura del borgo, in cima alla collina.
Il fine settimana
seguente alla Buca delle Fate ci fu uno sbarco di carabinieri, si
disse che avessero persino sparato in aria prima di balzare sullo
scoglio o dopo il balzo, o durante il balzo. Doppio, carpiato, con
sparo… non so. Comunque, quella volta, se ci fu inciampo fu un
inciampo innocuo a meno che un cinghiale nella boscaglia non sia
stato vittima muta….
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