Acquattato
E' il due febbraio ed è ormai qualche giorno che sono a Erbil. Esco poco perchè vorrei che la mia presenza fosse la più discreta possibile, ma anche perché non ho animo di fare il turista. Sarei curioso come un turista e nessuno credo se ne offenderebbe. In un certo senso mi sento a casa e non trovo nulla nè di incomprensibile nè di particolarmente estraneo attorno a me: case come le nostre, gente come la nostra, cibi con i nostri sapori, le medesime regole del camminare, del guardare, del sedersi in uno slargo di un bivio -l'equivalente di una piazzetta- a prendere il sole e a guardare la gente che passa con un po' di educata curiosità. Dunque, fare il turista di cosa? Il disagio di fare i turisti ha un po' cambiato il senso della parola stessa. Turista è diventato sinonimo di consumatore di eventi, spettacoli, luoghi turistici più che esploratore di luoghi lontani, esotici. Ma nell'uno e nell'altro caso, ancora, quale turismo? Sotto una vernice s...