Un pomeriggio di un giorno da cani (I racconti del Campari n° 6)
Primo pomeriggio triste. Ci incontriamo direttamente al bar. Piove e non ha senso aspettare sotto l'acqua e poi immagino che Gianni non abbia voglia di attendere e si stia già facendo il primo dei suoi gin al Campari. E invece il tavolino è vuoto, salvo una sigaretta sul posacenere. Lo riconosco dal giornale appoggiato lì accanto, ormai che lo leggano ci sono lui e quattro altri squinternati. Eccolo: evidentemente arriva dal bagno perché si sta finendo di asciugare le mani. Mi si avvicina, mi sorride e mi fa -Oggi offro io! Che prendi? -Cappuccino, grazie. -Vuoi anche qualcosa da mangiare? -Eh, perché no? Sì, una ciambella. Torna dopo poco, portandomi la ciambella rincorso dal cameriere con il mio cappuccino e la sua bumba. -Non hai fatto colazione? Io lo guardo negli occhi, un po' di traverso. -Mi sono appena alzato, sono stato su tutta la notte a lavorare. -Caspita! Gli sento nel tono due cose precise: la prima è che accetta con riserva la mia spiegazione, la seco...