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Visualizzazione dei post da ottobre, 2017

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cd\ è un comando di ontologica potenza nel mondo del sistema operativo DOS perché riporta rapidamente alla radice dell'albero dei file e insieme attesta della sua unicità. Unicità, univocità, consequenzialità… qui non c'è nessuna eterogenesi dei fini e non ci verrà mai chiesto di metterci in discussione. Se non si è uno Zichichi, cioè uno che fa esempi più complicati del loro oggetto, questa rassicurante realtà rende possibile costruire una descrizione piana, sequenziale, logica: si comincia con l'albero rovesciato delle directory, dalla radice dell'unità logica e si può proseguire sicuri di non perdersi mai tanto che, se ci capitasse di notare occhi sbarrati e espressioni annegherecce potremmo stare certi che non è responsabilità nostra, che non siamo NOI a non capire. In questo contesto, se si ricevesse la fatidica domanda che gli allievi fanno agli istruttori fissando smarriti lo schermo“cosa è successo?” potremmo sempreessere sicuri di poter rispondere “ha scr...

forbici spuntate

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Andar per ricordi è come andare per funghi, con la differenza che un porcino non ti viene incontro alla svolta del sentiero, non ti tende agguati, non ti si impone. Stamane mi sono rivisto sul balcone della casa che fu del nonno, uno di quei balconi che spesso si trovano sopra ai portoni di ingresso. Forse li costruiscono lì per proteggere dalla pioggia l'entrata o l'uscita da casa, l'apertura o la chiusura dell'ombrello, la pulizia delle suole delle scarpe. E' un balconcino piccolo, di pietra trentina, con un parapetto in ferro battuto. La porta finestra da sul giro scale e a pochi metri c'è la porta del nostro appartamento. E' un pomeriggio di autunno, fa piuttosto freddo. Penso che avrò avuto cinque o sei anni. Mia madre è in cucina, due finestre a destra; mi ha prestato un coltello da cucina con cui volevo scolpire un pezzo di legno, immagino per ricavarne una pistola o una nave. Compito superiore alle mie forze: non riesco a tenere fermo il legno né...

Ritorno a Kobane

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Al settantesimo post faccio ritorno a Kobane. Quello che ho compiuto in questi mesi è stato un lungo e difficile giro, compiuto spesso in solitudine, ma sempre accompagnato dalla presenza fondamentale, difficile e problematica di altre e di altri. Sono certo le lettrici e i lettori del blog, ma anche i fratelli e le sorelle che hanno costruito con me anni di vita e di lotta e soprattutto questi mesi di vita e di lotta. Peraltro il ritorno al motivo ispiratore del viaggio non è definitivo: sento già i calcagni agitarsi per il desiderio di rimettermi in cammino; eppure si tratta di un ritorno vero, effettivo e reale, che sento di stare celebrando con l'offerta della mia gratitudine per le donne e gli uomini degni che abitano la mia vita. Cosa sia avvenuto durante questo viaggio non posso essere io a saperlo, ma posso scriverne, e lo faccio - tanto che pubblicherò questo post anche altrove, per dargli diffusione. Questo scritto nasce da una esigenza di protagonismo personale, ...

Bastone e carota (I racconti del Campari n°7)

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Giacomo si stava stropicciando gli occhi dopo essersi tolto gli occhiali. Mi guardò con le palpebre arrossate: - Ti ho mai raccontato di quella volta che mi cercarono e non c'ero? - Chi? - La Polizia. - Mi pare di no. - E' stato in quel periodo che abitavo da solo, dalle parti di via Trieste. - Sempre bei quartieri, eh? - Già, peccato che fosse un ex garage riadattato a pied-à-terre. - Romantico! - Umido, più che altro. E anche tristissimo. Buio. Agli amici per ridere raccontavo che l'appartamento era infestato dal fantasma di una Bugatti... - Mi spiace. - Ben gentile. Comunque io di norma ero molto ligio alle prescrizioni. - Eri in semilibertà? - No, no. In semilibertà torni a dormire in carcere. In quel tempo ero in condizionale. - Ovvero… - Ovvero te ne stai a casa tua, però hai l'obbligo di rientro notturno, ti puoi allontanare dal Comune solo con il permesso del Giudice di Sorveglianza e una volta a settimana vai a firmare un registro e a farti me...