Merdine




Sono uno stronzo. Oltre a molte altre cose, sono un fetentissimo stronzo. Naturalmente non parlo della stronzaggine inavvertita, di quella che potreste sinceramente negare fino alla morte qualora ve ne imputassero. Parlo del fatto che talvolta faccio lo stronzo sapendolo benissimo.
Non mi piace esserlo e provo odio quando lo sono, un odio viscerale e feroce rivolto a me stesso e alle circostanze, ma so di essere molto capace di fare lo stronzo –il che vuol dire che lo sono stato- e, in queste cose, una volta che lo sei stato una volta lo sei per sempre.
Spero di saper essere uno stronzo duro e spigoloso, non una montagna di merda: qualcosa che a tirarlo fa male ma che sporca poco le mani.
Una volta mi dissero che ero una merdina, mi brucia ancora. Me lo dissero con accento bolognese e se c’è qualcosa che non vorrei più sentirmi dire con quell’accento o con qualsiasi altro è proprio quella parola.
A essere stronzi ci vuole un poco di coraggio e ci vuole applicazione e un poco di odio, o almeno del malanimo, almeno così capita a me. Tre cose queste che, per quanto mi riguarda, non sono delle virtù innate per cui mi richiedono sforzo e concentrazione.
Per quanto riguarda il coraggio, non si tratta di quello necessario a fronteggiare una reazione immediata: a essere stronzi non si offende, non si attacca allo scoperto, e –se si è accorti- ci può anche avere la soddisfazione della impunità. Se si ha a che fare con persone ingenue o stupide, può anche capitare di non farsene scoprire della propria stronzaggine e magari di compiacersi di questa superiorità sul tema. Ecco, io non sono così, mi piace metterlo sul piatto lo stronzo e di discutere pure del perché e del percome.
Il coraggio mi è necessario per due motivi. In primo luogo perché poche cose mi fanno sentire solo, a disagio e scontento come fare lo stronzo: certe volte mi viene da piangere e –se non fossi certo di vanificare tutto- smetterei prima di avere perfezionato la cosa. La seconda è che facendo lo stronzo a arte, costruendo la stronzata con cura, io mi aspetto che venga recepita così come la ho pensata: protestate e poi fatemeli spiegare i perché e i percome e forse ci potremo capire. In effetti, se non si fa gli stronzi, qualche volta le nostre ragioni non riusciamo proprio a farle ascoltare. Per cui il coraggio mi è necessario anche per affrontare il rischio: e se tyutta la mia stronzaggine non venisse notata? Se il mio bersaglio trovasse il tutto naturale e normale oppure lo considerasse il comportamento confacente?
Mentre mi ingegno di essere stronzo oltre a star male devo pensare, soppesare e valutare. Lo faccio davvero cento e mille volte e non metto mai il dito sulla bilancia per aumentare il peso: questo mi consente di trovare un poco di sollievo dal momento che la soddisfazione mi è negata: non provo nessun piacere nell’immaginare il dispiacere, lo sconforto, il disagio, l’umiliazione altrui e nemmeno mi sento meglio, dopo aver fatto lo stronzo. E nemmeno mi distraggo e faccio lo stronzo a casaccio. In questo credo di distinguermi dagli stronzi abituali, quelli che lo fanno con nonchalanche o per superficialità o per abitudine o per moda.
E ora l’argomento mi ha stufato.

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