La scuola borghese si abbatte e non si cambia (II)

La scuola borghese si abbatte e non si cambia (II)
Il mio Sessantotto imbroglione… Lo sapevo che sarebbe successo, che lo avrei smascherato il mio sessantotto addomesticato, ma con una sola immagine, poi! Durante una manifestazione -in quei mesi dire pacifica è ovvio perché erano tutte pacifiche, mi sembra, da noi, la forza veniva usata solo per superare l'imbarazzo e costringersi a urlare gli slogan- i miei occhi fotografarono sotto la recinzione delle magistrali due studentesse, vestite da brave ragazze dell'epoca, con sottobraccio i libri trattenuti dall'elastico, e un agente della pubblica sicurezza, con il cappottone grigio infeltrito che le picchia con il calcio del moschetto impugnato per la canna. E' un fotogramma isolato, non ricordo niente né prima né dopo. Le avrà picchiate piano o di sguincio, tremante per il sacro fuoco di ristabilire ordine e gerarchia? Me lo auguro , altrimenti son botte gravi, quelle. Si diceva peraltro che anche gli studenti dell'ITIS non fossero teneri e che avessero teso un agguato a un prof nel sottopassaggio della Stazione e che lo avessero menato di bruuuutto.
Questo saltabeccare dei ricordi è fastidioso. Eppure le studentesse le ho viste. Mi sforzo di pensare a manifestazioni che fossero state represse violentemente a Trento in quei mesi e non ci riesco, anche se rammento che uno sgombero forzato al liceo ci fu e che io non c'ero, non so perché. Mi correggeranno in molti sulle manifestazioni e sulla violenza della polizia. Mi spiace, forse ero perso dietro a Giulia e alle mie gelosie, forse avevo paura, non so, non c'ero, non ricordo.
Mi fanno eccezione l'assedio alla facoltà e la manifestazione del 4 novembre che è degna di doppia menzione perché a menarci non furono solo i poliziotti ma anche quei compagnoni dell'Associazione Nazionale Alpini. Non tutta l'istituzione, non saltatemi addosso! Solo quelli del Trentino! Ma non prendetevela! Non quelli attuali che sono umanitari e buonissimi, parlo di quelli del '68! Quelli sono morti e non ci sono più, erano già vecchietti allora. E forse non erano neanche così cattivi… forse difendevano i valori… la Patria… non so, anzi! I cattivi eravamo noi che poi il sessantotto non portò a nulla, non servì a niente, non trasformò un bel niente... Comunque quella scena di tricolori mulinati sulle teste dei compagni non fu carina. E neanche la breve carica di carabinieri che ne conseguì. Breve…quello che ne vidi io fu breve, poi cominciai a correre davanti alla Stazione e finii di correre arrivato alle Dame di Sion, lassù dopo il Fersina. Per chi conosce Trento, non è pochissimo.
Penso che quel giorno piovesse perché arrivai lassù alla riunione con gli anfibi bagnati. Gli anfibi, l'eskimo, il dolcevita, tutto un po' bagnato o sudaticcio. Son cose del 68, certamente, come i da-tze-bao che però erano una cosa seria e come il libretto rosso che la maggioranza di noi si procurò, si rigirò per le mani e poi ficcò da qualche parte: oggetto incomprensibile, inutile e vagamente fastidioso. Oggi ci avremmo fatto un selfie e via! Oddio, non che nemmeno l'eskimo fosse un gran che come capo di abbigliamento…
La violenza, la repressione di piazza la collego poco e male al mio primo 68 trentino che mi si presenta invece come il momento in cui il nemico è tanto disorientato e confuso da non capirci più niente. Mi riderete dietro per il fatto che chiamo nemico il professore di greco e il vigile che aveva multato il compagno che baciava la sua ragazza sul lungo fiume e il papà del mio amico che lo aveva fatto rinchiudere perché da primo della classe non voleva più frequentare ma diventare padre e operaio. Ma spiegatemi perché non dovrei farlo. Fatemi dire che ci eravamo trovati davanti i nemici più prossimi e che talvolta li battevamo sonoramente talvolta no; ma che nel complesso -siccome eravamo tanti tanti- l'effetto era davvero notevole. Una società che nel giro di qualche settimana non era più la stessa (oddio, questo a me sembra ancor più vero oggi mentre ieri tra le Scilla e Cariddi di struttura e sovrastruttura alla rivolta degli studenti si tendeva a assegnare alla fine un ruolo marginale). E fatemi comunque dire che continuo a pensare che le istituzioni, controllore dei biglietti sull'autobus compreso, non mi siano poi particolarmente amiche.

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