Bolle
La porta
dell'ascensore si aprì con un sferragliare di ruote metalliche su
guide non ingrassate e lui se ne uscì lesto nella penombra cinerina
di una sala sotterranea ingombra di macchinari fantastici,
richiudendo con fatica il cancello di rete metallica dietro di sé.
Attento ai piedi! Urlò la familiare sagoma che si stagliava china su una cisterna tenuemente illuminata da una luce pallida che saliva dall'interno della vasca . Lui si affrettò attento a non inciampare nelle tubazioni di metallo luccicante che si snodavano come serpenti sul pavimento.
Mi hai fatto chiamare? Chiese con voce un po''ansiosa.
Vieni! Vieni qui! Rispose la sagoma in tono di urgenza.
Cos'è? Oh, cielo! Ma quante sono? fece, chinandosi in avanti sulla superficie del liquido trasparente in cui , pulsanti di colore, erano sospese delle sfere di vario diametro, le più grandi simili a una palline da tennis, le più piccole delle dimensioni di una nocciola. Qualcosa nella grandiosità della vasca o forse nella sua relativa profondità gli diedero un senso di vertigine e lui si appoggiò con circospezione al bordo di ottone ribattuto, a fianco del suo anfitrione.
Lascia perdere il cielo! Questo è un dispositivo di individuazione e separazione, ovviamente. Tiene sotto osservazione le infatuazioni amorose. Un modello piuttosto efficiente, è stato messo a punto nell'estate del 1867 e lo hanno installato da pochi giorni, c'è voluto un annetto, quasi. Là -e indicò una serie di sale che si aprivano nelle pareti dello stanzone- ce ne sono di specializzati in altre tipologie: infatuazioni religiose, politiche, nazionali, scientifiche… e naturalmente infatuazioni per se stessi.
Tra sbuffi frequenti di vapore, le sale e i corridoi erano ingombri di tubazioni e valvole a manovella, ma regnava un rumore sordo e attenuato in cui si distinguevano appena le voci degli operatori, concentrati e distaccati.
Già. E' stato necessario suddividerle, capisci, altrimenti sarebbe stato ingestibile. Ah, vedo che stai osservando il… puntò sulla pallina da golf che stavo osservando un congegno che reggeva in mano. AYEN00000100034, un bel caso, hai fiuto. Ecco, osserva lo schermo del Crono-acceleratore.
Su un disco convesso appeso sopra la vasca si materializzò l'immagine ingrandita e un poco appannata della pallina semitrasparente. Due giovani stavano guardandosi con tenerezza accesa, lui con la tuba in mano, lei radiosa nella sua veste a vita alta.
Vedi? Ambedue si rendono conto che l'altro o l'altra sono la realizzazione dei loro sogni oppure la compensazione dei loro dolori il che è praticamente lo stesso. Vedi come si stanno reciprocamente trasformando? Lei tra un po' troverà che i capelli di costui sono belli.
Ma è quasi calvo!
Appunto. Lui troverà che lei è ciò che ha sempre cercato… e ci mancherebbe! La sta illuminando con tutti i suoi desideri…
Lei sta cambiando forma! E l'acne sparisce!
Sì, lui la vede anche fisicamente diversa. E nota che nel gioco dei riflessi si formano i sogni. Se lo dicono persino, senti? “ma questo è un sogno, sembra un romanzo”! Ora siamo arrivati al punto che iniziano a considerarsi indispensabili, a credere alla realtà delle proprie proiezioni. Tra qualche anno avranno la possibilità di ottenere ritratti realistici su lastra o su carta, ma ancora non basteranno le prove.
Vedo…
Guarda! Non si mollano per un secondo… E osserva gli indici dei manometri: Delirio 12.5, allucinazione 8.4, perdita del senso del tempo… -picchiettò con l'unghia dell'indice sul vetro dello strumento e la lancetta fece un balzo deciso- 8.9. Mica male! Si vede che hai fiuto! Guarda qui, vedi questo guizzo? In tempo reale! Questo è una delle prime manifestazioni del decadimento, lei lo ha visto camminare da dietro e per un attimo, per una frazione di secondo, il suo sguardo ha colto un caracollo che le ha ricordato un vecchio bue della sua infanzia in campagna. Chissà se il tarlo le scaverà dentro e quanto? Le pareti della bolla si potrebbero essere assottigliate di un… diciamo 0,5%? Dipende da una serie di fattori… Magari ha già cominciato a elaborare ossitocina e tra poco lo chiamerà “piccolo mio” invece che “amore”. Mi piacciono i sintomi coerenti, mi piacciono le conferme alla diagnosi… Una piccola debolezza che ti confesso volentieri, vista la situazione.
Già.
Non fare quella faccia! Non è detto che tutto il male venga per nuocere, qualche volta fa bene confrontarsi con la realtà. Ma tranquillizzati non tutte le bolle esplodano: possono limitarsi a afflosciarsi, a entrare in soluzione… Oppure uno dei due si sfila lasciando una pseudo bolla attorno all'altro… Ecco guarda! Sembra un particolare di un quadro di Bosch, eh? Questo qui con una gamba e un braccio già di fuori e quell'altra che si strugge a guardare la sedia vedendola ancora occupata dal suo principe azzurro… Comunque le bolle che ci interessano di più sono quelle che esplodono.
C'è più energia liberata?
E più danni collaterali, certo! Il 90% delle bolle non dura più di tre anni, lo sanno tutti, e il 90% di esse genera catastrofi emotive. Sono le bolle esplosive a darci maggiori risultati perché è ovvio, le onde di recriminazione, dolore, rabbia sono più intense quando i passaggi sono repentini. A parità di livello di coinvolgimento emotivo, è chiaro. Poi ci sono i casi che esulano da questi andamenti, ma sono pochi, e non mi fa piacere parlarne. Rivolse meditabondo lo sguardo sulle altre bolle.
Guarda questo cretino! E' geloso della sua amante che è sposata con tre figli! Ma si può? E questa? Possessiva di uno sciupafemmine, di un frequentatore di teatri di varietà!
Ma lo fanno apposta! Lo fanno per rompere la relazione!
Scherzi? Lo fanno senza pensarci, danno sfogo ai sentimenti, come proiettano i loro bisogni così proiettano gioie, sofferenze, concetti, parole, idee preconcette e soprattutto pregiudizi e ignoranza di sé e degli altri. Alcuni riproducono ossessivamente i propri traumi passati, come in un teatro di quartiere a programmazione fissa. D'altro canto se sei possessivo riuscire a possedere qualcosa di impossibile è il massimo; poi, naturalmente vuol dire anche che sei un po' … ambizioso?
Poveracci, sono un po' autodistruttivi.
Certo. Ma questo è quanto. Sembra che la gente non si conosca affatto. Tirano le cuoia da vecchi senza conoscersi nemmeno un po'… Al massimo seguono le mode del momento, le novità letterarie. Distruttivi? Manco le piaghe d'Egitto! Ma abbi pazienza: ecco quello che succede quando la proiezione traballa, traballa…
E si spegne…
O si rovescia! Vedi il geloso diventare matto perché improvvisamente la sua proiezione gli ha restituito il sospetto -peraltro fallace- di una mignottata? La possessiva che si compiace di provocare l'anziana madre della sposa del suo amato che la osserva di sottecchi sotto la crocchia e non ne perde un movimento? Capace che poi si lamenti con lui che mantenere la segretezza della relazione le pesa… Capolavori! Questo mi piace tanto: questi repentini rovesci della verità, guizzi da anguilla. Filosofico! Non trovi? Son tensioni mica da poco per la struttura della bolla. Ecco, questa è scoppiata! Qui viene il bello! Qui si scatenano le vere passioni!
Qui c'è un tizio che si dispera per i suoi errori, si odia per come è fatto, per come crede di essere, per quello che crede di aver fatto. Ora si odia per aver dato spazio ai suoi slanci…si pasce di risentimento, cioè di quello stesso sentimento rimasticato. Rumina.
E fa differenza? Odiare se stessi o gli altri è uguale. Fare del male inutilmente dentro o fuori, me lo dici dove è la differenza? “Ti lascio, cara, ma per problemi miei”. Suoi? E i problemi che pone all'altra? Ma sarebbe inutile dirgli, immagino, che la cosa importante non sono i problemi, ma la sua decisione di risolverli così. Naturalmente poi “sapessi come soffro!” che sarebbe la versione da viaggio di “fa male più a me che a te”.
Be' se mi faccio male da me stesso…
Chi ti ama soffrirà e chi non ti ama se ne farà un baffo! Dunque fai male agli altri per interposta persona o non fai nulla salvo danneggiare te stesso. Ti serve a guarire da qualcosa? A perdonarti da solo? A riparare un danno? Un danno che peraltro doveva già esistere! O credi che l'amore faccia danni o che la pena incolli un vaso rotto che sia un vaso? Meglio un vasetto di colla di coniglio che tutta la sofferenza auto inflitta del mondo. Comunque, molto spesso, le cosiddette autopunizioni vengono messe all'opera quando non si è sicuri di vincere lo scontro con l'altro. E allora eccoci a dire “Mi sto facendo male da solo! Non ti riguarda! Sono problemi solo miei!” E quell'altra, se ti ama, si dispera nell'irraggiungibilità… Ma poi c'è di meglio, ci sono le scuse “è troppo bello per”, “ti amo troppo”, “è troppo forte per me”. Queste le tengo registrate qui.
Trasse da qualche recesso del suo mantello un libriccino e lo sfogliò.
Eccone una famosa, andrebbe letta con cadenza veneta “Caro, mi devi scusare, ma mi stai abituando troppo bene: inviti a cena, bagno con l'acqua calda, lume acceso dopo il tramonto. Non posso continuare, altrimenti come farò quando tornerò da lui?”. Tanto taccagna anche con sé stessa da sapere che era l'avaro l'amore vero della sua vita. E ecco la più recente “Mi manca tanto essere accudita che il fatto che tu lo faccia mi distrugge.” Non male eh? Questa è la più recente e non ho ancora capito se è solo un giro di frase per dire “sei un cretino, a me piace prenderti in giro” oppure dove sta l'inghippo… Vedremo… Non è detto che si arrivi a conclusioni, esistono persone per le quali le spiegazioni sono come fiammiferi, si usano e si gettano.
Ma se uno ha sensi di colpa, non è legittimo cercare giustificazioni?
Sensi di colpa? Ma non farmi ridere. Colpa e senso di colpa, non sono mai riuscito a immaginare niente di più ipocrita. Queste “colpe”, se esistono, le devono stabilire gli altri, mica son cose che ci si dà da soli. Ma vedi che buffo? Lui non vuole ascoltare le esigenze dell'altro e assumersi la sua parte di responsabilità e invece è prontissimo a darsi colpe immaginarie e a soffrire le proprie pene. Poi concederà il proprio perdono alle proprie colpe, naturalmente quando gli converrà! Colpa, pena, confessione, giudizio, punizione, sofferenza, perdono! Che giuggiole, ma che noia! I sensi di colpa poi… chissà perché avvengono sempre -ma dico sempre- a cose fatte o immaginate come fatte. Il che -è chiaro- è la stessa cosa. Oh! Eccone uno! Bellissimo.
Si chinò su una sfera rossastra poco più in là, vi frugò dentro con certe pinzette acuminate che aveva tratto di tasca e finalmente alzò all'altezza degli occhi un qualcosina di viscido e allungato che si dimenava furiosamente. Lo mostrò all'altro e davvero si trattava qualcosa di orribile, un verme lunghissimo che si assottigliava fino a diventare quasi invisibile.
Ecco, questo torna a casetta sua, nel vaso della paura. Il suo lavoro lo ha fatto: qualcosa è stato rovinato e molto più di quanto avrebbe fatto l'azione in sé. Tappò il piccolo barattolo in cui lo aveva messo, scarabocchiò qualcosa sull'etichetta e lo infilò il tutto in un tubo per la posta pneumatica. Mentre abbassava una leva e si udiva uno sbuffo soffocato, lui che lo aveva osservato attentamente ora ne approfittò per interloquire
Comunque ammetterai che quando una bolla scoppia i poveretti si trovino sbalestrati, squassati…
E questo che discorso è? Ci dovevano pensare prima! Magari prima di decidere che quello che era un bene assoluto il giorno prima adesso fa schifo o è insostenibile. Ma insomma! Un poco di misura, di buonsenso, di senso delle proporzioni! Un po' di carattere! E poi, gli capitasse ogni cinque minuti di essere felici, e invece giù a farsi del male, a distruggersi. Imbecilli.
E quella griglia laggiù in fondo?
Quando la bolla scoppia i sogni precipitano laggiù. Quando la bolla scoppia scendono sul fondo.
Sono così pesanti?
E no? In molti casi sono più concreti e produttivi della realtà. I sogni sono duri. Duri a morire come disse qualcuno e duri anche da digerire, se per quello. Qui se ne producono a chili di sogni infranti. Invece di tenerseli cari li rovinano come giocattoli di latta, quelli tedeschi, di poco prezzo. Comunque, non c'è problema, dagli il tempo di riprendersi e eccoli a iniziare da capo a costruire castelli in aria.
Ma se il mio amore mi ha lasciato…
Tu butti via tutto? Il tuo amore, i tuoi sogni, i tuoi ricordi? Siccome lui o lei ti ha lasciato tu lasci i tuoi sogni? Ti perdi? Un po' di pietà! Ma, ora che ci penso, qual'era la tua maledizione più forte?
Intendi “Per tutti gli amori spregiati”?
Sì, proprio quella. Dicevi cose così profonde e ora mi fai 'ste domande a cavolo. Mi sa che questo turno nel pentolone te lo sei proprio meritato, caro Faustus.
Va bene Mef, anche se ho fatto solo delle domande.
Troppe e sbagliate, e per te io sono Mefistofele, filosofo dei miei stivali.
Si girò. Per un attimo il suo profilo aguzzo e la sua assurda cuffietta si proiettarono sul muro, poi la figura si allontanò con quel passo saltellante e insieme sinuoso che lui conosceva bene.
Attento ai piedi! Urlò la familiare sagoma che si stagliava china su una cisterna tenuemente illuminata da una luce pallida che saliva dall'interno della vasca . Lui si affrettò attento a non inciampare nelle tubazioni di metallo luccicante che si snodavano come serpenti sul pavimento.
Mi hai fatto chiamare? Chiese con voce un po''ansiosa.
Vieni! Vieni qui! Rispose la sagoma in tono di urgenza.
Cos'è? Oh, cielo! Ma quante sono? fece, chinandosi in avanti sulla superficie del liquido trasparente in cui , pulsanti di colore, erano sospese delle sfere di vario diametro, le più grandi simili a una palline da tennis, le più piccole delle dimensioni di una nocciola. Qualcosa nella grandiosità della vasca o forse nella sua relativa profondità gli diedero un senso di vertigine e lui si appoggiò con circospezione al bordo di ottone ribattuto, a fianco del suo anfitrione.
Lascia perdere il cielo! Questo è un dispositivo di individuazione e separazione, ovviamente. Tiene sotto osservazione le infatuazioni amorose. Un modello piuttosto efficiente, è stato messo a punto nell'estate del 1867 e lo hanno installato da pochi giorni, c'è voluto un annetto, quasi. Là -e indicò una serie di sale che si aprivano nelle pareti dello stanzone- ce ne sono di specializzati in altre tipologie: infatuazioni religiose, politiche, nazionali, scientifiche… e naturalmente infatuazioni per se stessi.
Tra sbuffi frequenti di vapore, le sale e i corridoi erano ingombri di tubazioni e valvole a manovella, ma regnava un rumore sordo e attenuato in cui si distinguevano appena le voci degli operatori, concentrati e distaccati.
Già. E' stato necessario suddividerle, capisci, altrimenti sarebbe stato ingestibile. Ah, vedo che stai osservando il… puntò sulla pallina da golf che stavo osservando un congegno che reggeva in mano. AYEN00000100034, un bel caso, hai fiuto. Ecco, osserva lo schermo del Crono-acceleratore.
Su un disco convesso appeso sopra la vasca si materializzò l'immagine ingrandita e un poco appannata della pallina semitrasparente. Due giovani stavano guardandosi con tenerezza accesa, lui con la tuba in mano, lei radiosa nella sua veste a vita alta.
Vedi? Ambedue si rendono conto che l'altro o l'altra sono la realizzazione dei loro sogni oppure la compensazione dei loro dolori il che è praticamente lo stesso. Vedi come si stanno reciprocamente trasformando? Lei tra un po' troverà che i capelli di costui sono belli.
Ma è quasi calvo!
Appunto. Lui troverà che lei è ciò che ha sempre cercato… e ci mancherebbe! La sta illuminando con tutti i suoi desideri…
Lei sta cambiando forma! E l'acne sparisce!
Sì, lui la vede anche fisicamente diversa. E nota che nel gioco dei riflessi si formano i sogni. Se lo dicono persino, senti? “ma questo è un sogno, sembra un romanzo”! Ora siamo arrivati al punto che iniziano a considerarsi indispensabili, a credere alla realtà delle proprie proiezioni. Tra qualche anno avranno la possibilità di ottenere ritratti realistici su lastra o su carta, ma ancora non basteranno le prove.
Vedo…
Guarda! Non si mollano per un secondo… E osserva gli indici dei manometri: Delirio 12.5, allucinazione 8.4, perdita del senso del tempo… -picchiettò con l'unghia dell'indice sul vetro dello strumento e la lancetta fece un balzo deciso- 8.9. Mica male! Si vede che hai fiuto! Guarda qui, vedi questo guizzo? In tempo reale! Questo è una delle prime manifestazioni del decadimento, lei lo ha visto camminare da dietro e per un attimo, per una frazione di secondo, il suo sguardo ha colto un caracollo che le ha ricordato un vecchio bue della sua infanzia in campagna. Chissà se il tarlo le scaverà dentro e quanto? Le pareti della bolla si potrebbero essere assottigliate di un… diciamo 0,5%? Dipende da una serie di fattori… Magari ha già cominciato a elaborare ossitocina e tra poco lo chiamerà “piccolo mio” invece che “amore”. Mi piacciono i sintomi coerenti, mi piacciono le conferme alla diagnosi… Una piccola debolezza che ti confesso volentieri, vista la situazione.
Già.
Non fare quella faccia! Non è detto che tutto il male venga per nuocere, qualche volta fa bene confrontarsi con la realtà. Ma tranquillizzati non tutte le bolle esplodano: possono limitarsi a afflosciarsi, a entrare in soluzione… Oppure uno dei due si sfila lasciando una pseudo bolla attorno all'altro… Ecco guarda! Sembra un particolare di un quadro di Bosch, eh? Questo qui con una gamba e un braccio già di fuori e quell'altra che si strugge a guardare la sedia vedendola ancora occupata dal suo principe azzurro… Comunque le bolle che ci interessano di più sono quelle che esplodono.
C'è più energia liberata?
E più danni collaterali, certo! Il 90% delle bolle non dura più di tre anni, lo sanno tutti, e il 90% di esse genera catastrofi emotive. Sono le bolle esplosive a darci maggiori risultati perché è ovvio, le onde di recriminazione, dolore, rabbia sono più intense quando i passaggi sono repentini. A parità di livello di coinvolgimento emotivo, è chiaro. Poi ci sono i casi che esulano da questi andamenti, ma sono pochi, e non mi fa piacere parlarne. Rivolse meditabondo lo sguardo sulle altre bolle.
Guarda questo cretino! E' geloso della sua amante che è sposata con tre figli! Ma si può? E questa? Possessiva di uno sciupafemmine, di un frequentatore di teatri di varietà!
Ma lo fanno apposta! Lo fanno per rompere la relazione!
Scherzi? Lo fanno senza pensarci, danno sfogo ai sentimenti, come proiettano i loro bisogni così proiettano gioie, sofferenze, concetti, parole, idee preconcette e soprattutto pregiudizi e ignoranza di sé e degli altri. Alcuni riproducono ossessivamente i propri traumi passati, come in un teatro di quartiere a programmazione fissa. D'altro canto se sei possessivo riuscire a possedere qualcosa di impossibile è il massimo; poi, naturalmente vuol dire anche che sei un po' … ambizioso?
Poveracci, sono un po' autodistruttivi.
Certo. Ma questo è quanto. Sembra che la gente non si conosca affatto. Tirano le cuoia da vecchi senza conoscersi nemmeno un po'… Al massimo seguono le mode del momento, le novità letterarie. Distruttivi? Manco le piaghe d'Egitto! Ma abbi pazienza: ecco quello che succede quando la proiezione traballa, traballa…
E si spegne…
O si rovescia! Vedi il geloso diventare matto perché improvvisamente la sua proiezione gli ha restituito il sospetto -peraltro fallace- di una mignottata? La possessiva che si compiace di provocare l'anziana madre della sposa del suo amato che la osserva di sottecchi sotto la crocchia e non ne perde un movimento? Capace che poi si lamenti con lui che mantenere la segretezza della relazione le pesa… Capolavori! Questo mi piace tanto: questi repentini rovesci della verità, guizzi da anguilla. Filosofico! Non trovi? Son tensioni mica da poco per la struttura della bolla. Ecco, questa è scoppiata! Qui viene il bello! Qui si scatenano le vere passioni!
Qui c'è un tizio che si dispera per i suoi errori, si odia per come è fatto, per come crede di essere, per quello che crede di aver fatto. Ora si odia per aver dato spazio ai suoi slanci…si pasce di risentimento, cioè di quello stesso sentimento rimasticato. Rumina.
E fa differenza? Odiare se stessi o gli altri è uguale. Fare del male inutilmente dentro o fuori, me lo dici dove è la differenza? “Ti lascio, cara, ma per problemi miei”. Suoi? E i problemi che pone all'altra? Ma sarebbe inutile dirgli, immagino, che la cosa importante non sono i problemi, ma la sua decisione di risolverli così. Naturalmente poi “sapessi come soffro!” che sarebbe la versione da viaggio di “fa male più a me che a te”.
Be' se mi faccio male da me stesso…
Chi ti ama soffrirà e chi non ti ama se ne farà un baffo! Dunque fai male agli altri per interposta persona o non fai nulla salvo danneggiare te stesso. Ti serve a guarire da qualcosa? A perdonarti da solo? A riparare un danno? Un danno che peraltro doveva già esistere! O credi che l'amore faccia danni o che la pena incolli un vaso rotto che sia un vaso? Meglio un vasetto di colla di coniglio che tutta la sofferenza auto inflitta del mondo. Comunque, molto spesso, le cosiddette autopunizioni vengono messe all'opera quando non si è sicuri di vincere lo scontro con l'altro. E allora eccoci a dire “Mi sto facendo male da solo! Non ti riguarda! Sono problemi solo miei!” E quell'altra, se ti ama, si dispera nell'irraggiungibilità… Ma poi c'è di meglio, ci sono le scuse “è troppo bello per”, “ti amo troppo”, “è troppo forte per me”. Queste le tengo registrate qui.
Trasse da qualche recesso del suo mantello un libriccino e lo sfogliò.
Eccone una famosa, andrebbe letta con cadenza veneta “Caro, mi devi scusare, ma mi stai abituando troppo bene: inviti a cena, bagno con l'acqua calda, lume acceso dopo il tramonto. Non posso continuare, altrimenti come farò quando tornerò da lui?”. Tanto taccagna anche con sé stessa da sapere che era l'avaro l'amore vero della sua vita. E ecco la più recente “Mi manca tanto essere accudita che il fatto che tu lo faccia mi distrugge.” Non male eh? Questa è la più recente e non ho ancora capito se è solo un giro di frase per dire “sei un cretino, a me piace prenderti in giro” oppure dove sta l'inghippo… Vedremo… Non è detto che si arrivi a conclusioni, esistono persone per le quali le spiegazioni sono come fiammiferi, si usano e si gettano.
Ma se uno ha sensi di colpa, non è legittimo cercare giustificazioni?
Sensi di colpa? Ma non farmi ridere. Colpa e senso di colpa, non sono mai riuscito a immaginare niente di più ipocrita. Queste “colpe”, se esistono, le devono stabilire gli altri, mica son cose che ci si dà da soli. Ma vedi che buffo? Lui non vuole ascoltare le esigenze dell'altro e assumersi la sua parte di responsabilità e invece è prontissimo a darsi colpe immaginarie e a soffrire le proprie pene. Poi concederà il proprio perdono alle proprie colpe, naturalmente quando gli converrà! Colpa, pena, confessione, giudizio, punizione, sofferenza, perdono! Che giuggiole, ma che noia! I sensi di colpa poi… chissà perché avvengono sempre -ma dico sempre- a cose fatte o immaginate come fatte. Il che -è chiaro- è la stessa cosa. Oh! Eccone uno! Bellissimo.
Si chinò su una sfera rossastra poco più in là, vi frugò dentro con certe pinzette acuminate che aveva tratto di tasca e finalmente alzò all'altezza degli occhi un qualcosina di viscido e allungato che si dimenava furiosamente. Lo mostrò all'altro e davvero si trattava qualcosa di orribile, un verme lunghissimo che si assottigliava fino a diventare quasi invisibile.
Ecco, questo torna a casetta sua, nel vaso della paura. Il suo lavoro lo ha fatto: qualcosa è stato rovinato e molto più di quanto avrebbe fatto l'azione in sé. Tappò il piccolo barattolo in cui lo aveva messo, scarabocchiò qualcosa sull'etichetta e lo infilò il tutto in un tubo per la posta pneumatica. Mentre abbassava una leva e si udiva uno sbuffo soffocato, lui che lo aveva osservato attentamente ora ne approfittò per interloquire
Comunque ammetterai che quando una bolla scoppia i poveretti si trovino sbalestrati, squassati…
E questo che discorso è? Ci dovevano pensare prima! Magari prima di decidere che quello che era un bene assoluto il giorno prima adesso fa schifo o è insostenibile. Ma insomma! Un poco di misura, di buonsenso, di senso delle proporzioni! Un po' di carattere! E poi, gli capitasse ogni cinque minuti di essere felici, e invece giù a farsi del male, a distruggersi. Imbecilli.
E quella griglia laggiù in fondo?
Quando la bolla scoppia i sogni precipitano laggiù. Quando la bolla scoppia scendono sul fondo.
Sono così pesanti?
E no? In molti casi sono più concreti e produttivi della realtà. I sogni sono duri. Duri a morire come disse qualcuno e duri anche da digerire, se per quello. Qui se ne producono a chili di sogni infranti. Invece di tenerseli cari li rovinano come giocattoli di latta, quelli tedeschi, di poco prezzo. Comunque, non c'è problema, dagli il tempo di riprendersi e eccoli a iniziare da capo a costruire castelli in aria.
Ma se il mio amore mi ha lasciato…
Tu butti via tutto? Il tuo amore, i tuoi sogni, i tuoi ricordi? Siccome lui o lei ti ha lasciato tu lasci i tuoi sogni? Ti perdi? Un po' di pietà! Ma, ora che ci penso, qual'era la tua maledizione più forte?
Intendi “Per tutti gli amori spregiati”?
Sì, proprio quella. Dicevi cose così profonde e ora mi fai 'ste domande a cavolo. Mi sa che questo turno nel pentolone te lo sei proprio meritato, caro Faustus.
Va bene Mef, anche se ho fatto solo delle domande.
Troppe e sbagliate, e per te io sono Mefistofele, filosofo dei miei stivali.
Si girò. Per un attimo il suo profilo aguzzo e la sua assurda cuffietta si proiettarono sul muro, poi la figura si allontanò con quel passo saltellante e insieme sinuoso che lui conosceva bene.

Commenti
Posta un commento