Fotogrammi
Fotogrammi
3)
35 mm 1/150 sec, 200 ASA. Ilford seppia.
Da giovane a Venezia, dopo tre giorni trascorsi in una casa di cui non conoscevo il nome dell'affittuario, tra persone di cui nulla sapevo, discutendo del mondo soprattutto con un ragazzo di cui ignoravo tutto, salutandolo per strada ci baciammo in bocca.
Che schifo! Disse guardandoci una ragazza di cui non sapevo niente.
2)
35 e 18 mm, 1/350 sec, 200 ASA
L'altra mattina, davanti a Castroni, il solito (nel senso del medesimo) giovane centro-africano che dignitosamente se ne sta con il berretto in mano. Sono un suo cliente fisso, anche perché è davvero bello e gentile. Una signora italiana non troppo più avanti di me negli anni gli si piazza a due metri davanti e lo apostrofa con una urbanità che andrebbe aggettivata in severa, gentry, neo-democratica.
"Scusa sai, ma tu sei venuto da noi a chiedere l'elemosina?
"Che fai? No, non fare un passo indietro, non scappare, ascoltami!"
Mi accosto alla signora che peraltro non era sgradevole (e per un'attimo l'idea che sia all'imbrocco passa per la mia psiche delirante). Invece le chiedo se ci siano problemi, non a muso duro, ma con una certa decisione nei modi.
"No, perché se vengono qui per chiedere l'elemosina..."
"Lo lasci stare, lo lasci in pace..."
E vado a dargli il mio obolo. Me ne vado dando le spalle a lui e alla signora che cerca di riagganciarmi, dicendo che c'è un equivoco. Raggiungo i miei amici che lei mi sta ancora apostrofando "Ehi, Signore..."
4 agosto 2017
1)
3)
35 mm 1/150 sec, 200 ASA. Ilford seppia.
Da giovane a Venezia, dopo tre giorni trascorsi in una casa di cui non conoscevo il nome dell'affittuario, tra persone di cui nulla sapevo, discutendo del mondo soprattutto con un ragazzo di cui ignoravo tutto, salutandolo per strada ci baciammo in bocca.
Che schifo! Disse guardandoci una ragazza di cui non sapevo niente.
2)
35 e 18 mm, 1/350 sec, 200 ASA
L'altra mattina, davanti a Castroni, il solito (nel senso del medesimo) giovane centro-africano che dignitosamente se ne sta con il berretto in mano. Sono un suo cliente fisso, anche perché è davvero bello e gentile. Una signora italiana non troppo più avanti di me negli anni gli si piazza a due metri davanti e lo apostrofa con una urbanità che andrebbe aggettivata in severa, gentry, neo-democratica.
"Scusa sai, ma tu sei venuto da noi a chiedere l'elemosina?
"Che fai? No, non fare un passo indietro, non scappare, ascoltami!"
Mi accosto alla signora che peraltro non era sgradevole (e per un'attimo l'idea che sia all'imbrocco passa per la mia psiche delirante). Invece le chiedo se ci siano problemi, non a muso duro, ma con una certa decisione nei modi.
"No, perché se vengono qui per chiedere l'elemosina..."
"Lo lasci stare, lo lasci in pace..."
E vado a dargli il mio obolo. Me ne vado dando le spalle a lui e alla signora che cerca di riagganciarmi, dicendo che c'è un equivoco. Raggiungo i miei amici che lei mi sta ancora apostrofando "Ehi, Signore..."
4 agosto 2017
1)
35 mm, 1/350 sec,
200 ASA
Un padre entra nel
bar percorrendo la veranda. Precede il figlio maggiore e la figlia
sedicenne.
Che volete?
Niente, risponde il
figlio.
Un gelato, dice la
figlia.
Le risposte celano
un tono neutro che fa eco con quello disinvolto e rassegnato della
domanda.
Per me sei già
morto, mi sembra esprimere il figlio.
Per me è già morto
chi destinerò a sostituirti, sento nella risposta di lei.
1 agosto 2017
1 agosto 2017
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