Kobane ritorna
Cosa mi insegnano gli occhi delle donne di Kobane
Che sono pieni di promesse non mie,
Di stagioni estranee, di aliene speranze?
Nulla sotto la stanchezza del mio continuo trovare
Che strangola la ricerca, inaridita pianta,
Occhiuto gendarme di un ordine infausto.
Vorrei rischiare per rifarmi la pelle
Sotto il vostro sguardo e con il vostro sorriso
Facendo le schinche a parole stantie.
Attorno vorrei i vostri occhi, donne di Kobane,
amiche e sorelle di un tempo non mio,
tacere, vorrei, essere e fare.
