La Tigre (i racconti del Campari n°4)
Terenzio era al cancello quando scesi.
Lo avevo fatto aspettare un po' perché una telefonata era arrivata
nel momento sbagliato. Lo trovai di umore introspettivo; ma ci volle
poco perché scaldasse i motori.
Ti ho mai raccontato del Male? Lo sai che cos'era?
Certo, caro vegliardo, era un giornale satirico…
Sì, grande! Faceva delle false prime pagine…
Sì, e vignette.
Vignette, articoli, ma le false prime pagine erano micidiali, sembravano vere. L'arresto di Tognazzi in quanto capo delle Brigate Rosse…
Questa me l'ero persa.
Arrestato in manette… e la repubblica con il titolo “Lo Stato si è sciolto”!
Grande.
E poi, tra le altre - secondo me nemmeno particolarmente fulminante - una prima pagina dell'Unità con una notizia sul congresso del P.C.I. in cui si diceva che Berlinguer tornava all'opposizione “di classe”.
Di classe?
Sì, una di quelle cose che andavano di moda allora. Un modo di dire “serio, conseguente… rivoluzionario”, naturalmente dal punto di vista di chi quel termine lo utilizzava.
Come dire fico?
Più o meno, ma molto più… specifico? Puntuale?
Ideologico?
Sì, giusto, ideologico. Allora devi sapere che a Milano dove stavo eravamo stati contattati da una coppia di brigatisti dissidenti. Lui e lei, scontenti della loro organizzazione che volevano capire se da noi fosse possibile trovare una sponda.
Ah ah…
Lui forse avrebbe potuto aiutarci sul piano tecnico, perché si intendeva di radio. Lei essenzialmente si era votata ad amarlo proteggendo e a ammirando il leader.
Succede alle donne.
Qualche volta, succede anche a uomini, comunque. Guarda, non vorrei che tu mi pensassi cinico…
Figurati!
Non fare il sarcastico! Figurati tu davvero se non provo un po' di commozione per quei due nel mare della commozione generale per tutti noi, per tutti sul serio in quegli anni e negli anni prima e in quelli dopo e in quelli futuri. Ma se non troviamo una risata in mezzo al putiferio…
E allora?
E allora me li mollarono a me quei due. Doveva essere evidente che non rappresentavano nulla se non sé stessi e -forse- la possibilità di ottenere una radio ricevente decente.
Per cui?
Per cui a incontrarli un paio di volte mandarono me. Ovviamente a incontrare lei, perché quello importante era lui.
Ah, Protezione del Centro! Proprio l'agente segreto o l'ambasciatore facevi, ti ci vedo…
Non rompere. Ora, ci vedevamo allo zoo di Torino. Tra l'altro è lì che ho visto come fanno la cacca gli ippopotami. La fanno in acqua e usano la coda per spruzzare tutto attorno, il più lontano possibile… sai, sono animali di fiume… e pure territoriali… marcano il territorio... Fu uno spettacolo non da poco… le famigliole attorno alla vasca e poi PRRRRRR!
Oddio! No!
Sì! Ricoperti! Comunque quella volta ero lontano dall'ippopotamo e guardavo una tigre meravigliosa. Aveva partorito da poco e sotto il pelo della pancia si intravvedevano le mammelle gonfie e rosee. Da farsene mangiare. I cuccioli non li vidi, forse glieli portavano solo per la poppata o magari glieli avevano tolti. Certe volte gli animali in gabbia non sono amorevoli con la prole. Era davvero bellissima. Allora -non c'entra nulla con la tigre- siccome avevo il Male sotto braccio e c'era questo articolo dell'Unità che diceva che il P.C.I. aveva riscoperto la sua anima rivoluzionaria, lo apro sulla pagina finta e me lo appoggio vicino, sulla panchina.
Sei tremendo!
Ma no! Che ne sapevo! Ero lì che aspettavo, sapevo che la conversazione sarebbe stata stentata, comunque difficile. Non erano tipi da leggersi il Male, pensavo, ma una risata avremmo potuto farcela assieme. Come ridere di una barzelletta, no? Tu la sai già ma ti diverti al divertimento dell'altro…
E allora?
Allora questa arriva, con la sua aria preoccupata e compresa. Io la saluto e poi le indico il titolo stampato e faccio: “Hai visto?” e lei, senza muovere muscolo: “Lo avevamo detto, noi, che la base si sarebbe fatta sentire!”
Cioè?
Cioè se lo aspettava e, tutto sommato, non le importava niente! Loro lo avevano previsto e dunque che vai cercando? L'infallibilità del Partito è come l'ippopotamo nella vasca della Storia, ogni spruzzo a segno!
Ti ho mai raccontato del Male? Lo sai che cos'era?
Certo, caro vegliardo, era un giornale satirico…
Sì, grande! Faceva delle false prime pagine…
Sì, e vignette.
Vignette, articoli, ma le false prime pagine erano micidiali, sembravano vere. L'arresto di Tognazzi in quanto capo delle Brigate Rosse…
Questa me l'ero persa.
Arrestato in manette… e la repubblica con il titolo “Lo Stato si è sciolto”!
Grande.
E poi, tra le altre - secondo me nemmeno particolarmente fulminante - una prima pagina dell'Unità con una notizia sul congresso del P.C.I. in cui si diceva che Berlinguer tornava all'opposizione “di classe”.
Di classe?
Sì, una di quelle cose che andavano di moda allora. Un modo di dire “serio, conseguente… rivoluzionario”, naturalmente dal punto di vista di chi quel termine lo utilizzava.
Come dire fico?
Più o meno, ma molto più… specifico? Puntuale?
Ideologico?
Sì, giusto, ideologico. Allora devi sapere che a Milano dove stavo eravamo stati contattati da una coppia di brigatisti dissidenti. Lui e lei, scontenti della loro organizzazione che volevano capire se da noi fosse possibile trovare una sponda.
Ah ah…
Lui forse avrebbe potuto aiutarci sul piano tecnico, perché si intendeva di radio. Lei essenzialmente si era votata ad amarlo proteggendo e a ammirando il leader.
Succede alle donne.
Qualche volta, succede anche a uomini, comunque. Guarda, non vorrei che tu mi pensassi cinico…
Figurati!
Non fare il sarcastico! Figurati tu davvero se non provo un po' di commozione per quei due nel mare della commozione generale per tutti noi, per tutti sul serio in quegli anni e negli anni prima e in quelli dopo e in quelli futuri. Ma se non troviamo una risata in mezzo al putiferio…
E allora?
E allora me li mollarono a me quei due. Doveva essere evidente che non rappresentavano nulla se non sé stessi e -forse- la possibilità di ottenere una radio ricevente decente.
Per cui?
Per cui a incontrarli un paio di volte mandarono me. Ovviamente a incontrare lei, perché quello importante era lui.
Ah, Protezione del Centro! Proprio l'agente segreto o l'ambasciatore facevi, ti ci vedo…
Non rompere. Ora, ci vedevamo allo zoo di Torino. Tra l'altro è lì che ho visto come fanno la cacca gli ippopotami. La fanno in acqua e usano la coda per spruzzare tutto attorno, il più lontano possibile… sai, sono animali di fiume… e pure territoriali… marcano il territorio... Fu uno spettacolo non da poco… le famigliole attorno alla vasca e poi PRRRRRR!
Oddio! No!
Sì! Ricoperti! Comunque quella volta ero lontano dall'ippopotamo e guardavo una tigre meravigliosa. Aveva partorito da poco e sotto il pelo della pancia si intravvedevano le mammelle gonfie e rosee. Da farsene mangiare. I cuccioli non li vidi, forse glieli portavano solo per la poppata o magari glieli avevano tolti. Certe volte gli animali in gabbia non sono amorevoli con la prole. Era davvero bellissima. Allora -non c'entra nulla con la tigre- siccome avevo il Male sotto braccio e c'era questo articolo dell'Unità che diceva che il P.C.I. aveva riscoperto la sua anima rivoluzionaria, lo apro sulla pagina finta e me lo appoggio vicino, sulla panchina.
Sei tremendo!
Ma no! Che ne sapevo! Ero lì che aspettavo, sapevo che la conversazione sarebbe stata stentata, comunque difficile. Non erano tipi da leggersi il Male, pensavo, ma una risata avremmo potuto farcela assieme. Come ridere di una barzelletta, no? Tu la sai già ma ti diverti al divertimento dell'altro…
E allora?
Allora questa arriva, con la sua aria preoccupata e compresa. Io la saluto e poi le indico il titolo stampato e faccio: “Hai visto?” e lei, senza muovere muscolo: “Lo avevamo detto, noi, che la base si sarebbe fatta sentire!”
Cioè?
Cioè se lo aspettava e, tutto sommato, non le importava niente! Loro lo avevano previsto e dunque che vai cercando? L'infallibilità del Partito è come l'ippopotamo nella vasca della Storia, ogni spruzzo a segno!

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