Ruote da marciapiede a altre rifessioni


La stampa pubblica oggi una intervista a Barzani che si fa carico della rappresentanza della nazione curda e traccia una rotta di collisione decisa con il confederalismo democratico delle genti del nord della Siria. Si tratta dell'ennesima notizia preoccupante in uno stillicidio di notizie dolorose anche quando non sono drammatiche perché si tratta di una zona di guerra e in una zona di guerra non c'è prospettiva di sicurezza e di serenità. La lettura di quella intervista rende urgente al mio animo una postilla a quanto scrivevo ieri in tono leggero.
Ruote da marciapiede a altre  rifessioni
Durante il mio soggiorno a Erbil ho visto una sola persona in carrozzina, a parte alcuni anzianissimi. Era un mendicante che chiedeva la carità al suk, vestito con una divisa che poteva essere quella dell'esercito. Esprimo dei dubbi perché ho avuto l'impressione che i militari siano in generale molto rispettati e occupino una posizione molto solida nella società per cui forse non si trovano costretti a cavarsela in quel modo una volta fatti a pezzi da una mina o da un proiettile da 12,7. E' vero, d'altra parte, che in una delle vie del centro vicine alla Cittadella mi aveva colpito una serie di negozi che sembravano vendere solo sedie a rotelle. E' altrettanto vero che la società di Erbil mostra le tracce di una stratificazione etnica e probabilmente tribale per cui ci si può immaginare che vengano applicati diversi pesi e  misure e che ciò che non sarebbe possibile per un mutilato curdo lo sia per un mutilato reietto.


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