Una immagine

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Ora che ci troviamo a cavallo tra febbraio e marzo è passato quasi un mese da che siamo tornati da Erbil e si sta lentamente attenuando lo stato di veglia emotiva che quella esperienza mi aveva lasciato addosso al di là dei ricordi consapevoli.
Per giorno sono stato nettamente consapevole dei miei pensieri e delle mie emozioni. Una concentrazione fortissima ai limiti dell'eccitazione che mi rendeva uggiosa l'idea del letto e del riposo. Adesso che questo stato si sta placando mi rendo conto che niente viene trascinato via dall'onda di ritorno e che i frutti che si erano formati sotto il pelo della marea sono al loro posto, distribuiti qui e là sulla sabbia allisciata dall'acqua in ritiro. Un rocchetto di filo, un sassolino curioso, una trottola, un vetro colorato.
Prima di raccogliere il primo vengo sorpreso dalla considerazione che il mio sguardo è cambiato e anche il mio tempo. Rifletto sull'immagine che ho inserito qui in alto a sinistra. Otto o nove mesi fa la scegliemmo come icona del progetto. Ricordo tutto della discussione in merito, delle prove di ritaglio e di modificazione dei colori, di quando venne incorniciata in blu e contornata di testo. Ora è entrata a fare parte della mia vita e non potrò più nè scordarmela nè rivederla senza la reverenza con cui la guardo e la penso ora.
Il progetto ora ha una storia. Non so cosa sia avvenuto di decisivo e -forse- sto parlando solo tanto strettamente per me da risultare incomprensibile; ma provo l'acuta sensazione che ciò sia vero, che sia possibile ora riguardare ai mesi trascorsi come a una catena autoavverantesi di eventi. Sembra che tutti gli avvenimenti diventino una tappa nella consapevolezza di chi guarda a posteriori e l'abbandonarsi a questa visione, per quanto arbitraria essa possa essere, me la fa scoprire dolce e in un certo senso necessaria, come una valle guardata dll'alto di una montagna, con il percorso del fiume che le si snoda al centro, i campi, le case piccole in distanza, le strade. Davvero sento che il percorso compiuto è visibile, concreto, dotato di senso e sarebbe bello che questo fosse anche per la propria vita e mi auguro che questa pacificazione avvenga anche per quella. Iniziare questo blog senza ricordare il progetto non solo nel titolo, nell'intenzione, nella molla ispiratrice ma anche nell'intimità della consapevolezza della decisione mi sarebbe dunque impossibile.

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